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Come ho imparato ad andare a Cavallo

E cosi, sto scendendo dall’aereo dopo quasi 20 ore di volo e due scali di cui uno improponibile nel cuore della notte a Biskerk (Kyrgikistan) arrivo a Ulan Bator.

Me la sono cercata, ho mollato tutto e ho trovato lavoro presso una famiglia Mongola che mi ha assunto per fare un e-commerce di cashmere e mi ospiterà per qualche mese.
Ma prima di tutto finalmente rincontrerò il ragazzo che ho conosciuto nel mio scorso e purtroppo breve viaggio in Mongolia, e che per qualche strano motivo voglio assolutamente rivedere almeno un’altra volta nella mia vita. Non so assolutamente il motivo ma sento che se non lo faccio me ne pentirò per il resto della vita.

Prendo la mia valigia gialla, mi dirigo verso l’uscita, un ragazzo altissimo che a malapena dopo tre mesi riconosco mi saluta e mi alza di peso, ciao bellissima. Sono emozionantissima, il mio inglese è patetico contro il suo americano quasi perfetto, salgo in macchina, mi fissa imbarazzato, “non ci credo che tu sei davvero qui, sei bellissima”, mi prende la mano, è dolcissimo.

Al parco Terelji in inverno

Decidiamo prima che io incontri le persone per cui lavorerò di fare una breve gita al parco Terelji, non vedo l’ora, innevato sarà meraviglioso! Partiamo assieme a due suoi amici.
Continua a tenermi stretta la mano, quasi per paura che io possa scappare da lui lanciandomi giu dall’auto in corsa, “dobbiamo provarci assolutamente assieme.

Prendiamo i cavalli, io ci sono andata due volte in vita mia…in piu mettici le scarpe sbagliate.. ma ormai e’tardi, caviglie scoperte.. -4 gradi al tramonto, torneremo con quasi -18. Eh si se ce una cosa che ho imparato della mongolia d’inverno, quando va via il sole e arriva il vento qui sei morto.

Mi insegni ad andare veloce a cavallo? Non mi piace andare piano, io sono una ragazza a cui piacciono le esperienze forti..

Non pensavo che il mi insegni sarebbe stato andiamo a galoppo allora, e quasi uccidimi.. questi cavalli che sembrano piccoli e tozzi alla fine tirano i 35km/h, e saltano ovunque, sulla neve, sul ghiaccio.. la mia vuole comandare continua a speronare quella del mio amico, lui capisce la mia paura e si mette a cantare.
E’ un canto meraviglioso, guaritore, melodico, una voce incredibile come mai avevo sentito, con parole incomprensibili ma armoniche tra loro.. che in un attimo mi fa entrare in un altro mondo, tutto va a rallentatore, lui che canta, io che fisso il suo bellissimo viso guardare il mio.. i cavalli che corrono tra la neve e il ghiaccio in una foresta.. me lo ricorderò per tutta la vita.

Se penso che ieri ero a Milano seduta a una scrivania ad annoiarmi e a tentare di combinare qualcosa e ora sono nel nulla della Mongolia, con un ragazzo fantastico che canta per me in un parco innevato al galoppo a rischiare la vita..

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