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E’ la festa della donna, san valentino, ricevo un po’ di auguri, che poi perchè ti fanno gli auguri.. di san valentino? Mistero. Ovviamente è una festa che ho sempre detestato sia da single che da fidanzata, perchè alla fine se ami qualcuno lo ami sempre, non solo a il 14 febbraio.

Nauseata dalle feste e recidiva a uscire per via della combo Hot spring e Sauna nella foresta mi sono messa a fare shopping su Etsy e ho trovato questo meraviglioso store vicino a me, vicino per modo di dire, Novosibirsk ( qui il link https://www.etsy.com/shop/AsianBirdJewelry ).

Ci sono vari gioielli che mi sono sempre piaciuti, alcuni da cui sono fortemente attratta senza un motivo preciso, io sono sempre stata quella amante dei vecchi libri, dei cimeli, dei gioielli antichi. Ho sempre avuto abbastanza successo nel riconoscere il ciarpame dalla roba di valore, sia tra le bancarelle che nei negozi di antiquariato/vintage. E’ come se qualcuno mi guidasse, se sapessi gia’ in precedenza dove mi portera’ quella pietra o quel gioiello. Di cantonate ne ho prese alcune anche io ma ben poche.

Ecco qui cosa ho comprato, una bellissima collana di Lapislazuli con amuleto Afgano Kuchi, chiamato anche Tumar dalle popolazioni turche.

La parola tumar ha origine dalla parola turca “tuma-er” che significa madrepatria. I ricercatori hanno associato l’etimologia alla combinazione della parola tumar (amuleto) che significa terra nativa o terra nativa.

I nomadi in passato indossavano un Tumar nero (come un amuleto) con dentro una manciata di terra del posto in cui erano nati, perché terra natia porta fortuna, sicurezza e si offre un futuro migliore nei decenni.

Questi amuleti erano sempre realizzati in argento in quanto materiale che allontanava e proteggeva dagli spiriti, e la forma triangolare ricorda quella delle credenze egiziane legate al 3 occhio presente anche nei gioielli di Marocco, Tuareg e altre tribu’ dell’asia centrale quali quelle Pashtun, Hazara, Kazaki e Kuchi.

I popoli turkmeni erano nomadi pastorali che vivevano in accampamenti, allevavano bestiame, allevavano cavalli. Al fine di garantire pascoli verdi tutto l’anno per i loro animali, le tribù si muovevano due o tre volte l’anno. Pur non essendo essi stessi commercianti, i turkmeni erano in costante contatto con le popolazioni urbane e spesso erano coinvolti nella fornitura di trasporti e sicurezza per il commercio di camper a lunga distanza. Sebbene nominalmente musulmani sunniti, i turkmeni mantennero molti dei loro costumi e credenze pre-islamici, che erano spesso incorporati nei gioielli che creavano e indossavano.

I gioielli d’argento turkmeni portavano profondi significati simbolici e spesso segnavano il passaggio di un individuo da uno stadio della vita a un altro. Fin da piccolo, una donna ha iniziato a indossare gioielli le cui forme e materiali si ritenevano in grado di garantire la sua capacità di sopportare bambini sani in età avanzata. La quantità di abbellimenti che una ragazza indossava aumentava mentre si avvicinava all’età del matrimonio. Una volta che ebbe i suoi primi figli e fu stabilita la sua fertilità, la quantità di gioielli che ricevette e indossò diminuì. Inoltre, i gioielli in argento credevano di allontanare il male e la malattia era indossata da uomini, donne e soprattutto dai bambini. I gioielli costituivano un investimento finanziario significativo, poiché erano realizzati a mano con materiali preziosi.

Ci sono stati casi in cui, in tempi di estrema necessità, una donna si separava dai suoi gioielli per aiutare la sopravvivenza della tribù. Significativi per dimensioni e peso, i gioielli turkmeni erano realizzati in argento, decorati con pietre semipreziose e talvolta dorati per un effetto cromatico e un valore aggiunto.

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